Mothers nasce come contrapposizione alle rappresentazioni stereotipate della maternità, che continuano a ridurre questo ruolo a gesto naturale, vocazione assoluta, destino silenzioso o atto praticamente obbligato. Una narrazione che, soprattutto da uno sguardo maschile, tende a presentare la maternità come parte inevitabile della vita di una donna. Ma non lo è.
Questo progetto restituisce corpo e voce a chi sceglie di vivere la maternità fuori dai modelli dominanti, spostando l’attenzione dalla retorica dell’istinto alla materialità dell’esperienza.
Mothers osserva la maternità come atto concreto, ambivalente, profondamente umano, segnato dalla fatica e dalla responsabilità, ma anche la vita delle donne all’interno di una società che resta strutturalmente maschile e maschilista, fondata sulla competizione, sulla gerarchia e su una supremazia che continua a escludere o penalizzare chi si prende cura.
Il progetto si muove in contesti in cui i servizi pubblici arretrano, insieme al senso stesso di comunità. Il lavoro femminile resta sistematicamente penalizzato e la cura continua a essere considerata una questione privata. In Italia il 72% delle madri sole è disoccupato o sotto-occupato, una condizione che spesso costringe a scegliere tra sopravvivenza economica e cura dei figli, mentre il carico mentale, fatto di pianificazione, organizzazione e gestione affettiva, grava quasi interamente sulle loro spalle. Mothers rende visibile questa tensione costante, senza mai trasformarla in spettacolo.
Mothers emerges as a counterpoint to the stereotypical representations of motherhood that still frame it as a natural gesture, an absolute vocation, or an inevitable destiny, often shaped by a male gaze. But it is not.
This project gives body and voice to those who choose to live motherhood outside dominant models, shifting the focus from instinct to lived experience. It looks at motherhood as a concrete, ambivalent, deeply human condition, marked by effort and responsibility, while also reflecting on women’s lives within a society that remains structurally male and unequal.
Set in contexts where public support is shrinking and care is treated as a private matter, Mothers highlights the economic and emotional pressures carried by single mothers. In Italy, 72% of them are unemployed or underemployed, often forced to choose between survival and care, while the mental load rests almost entirely on their shoulders.
The project makes this constant tension visible, without ever turning it into spectacle.
SVILUPPO