In questa serie fotografica ho esplorato il corpo come luogo di dissoluzione e rinascita, muovendomi in una dimensione che richiama la tensione simbolista di George Frederic Watts.
Ho cercato un’affinità spirituale. La figura umana qui è appena evocata. Il corpo diventa passaggio di un’energia che supera la materia.
Le immagini si muovono dentro il mosso inteso come linguaggio. Un modo per sottrarre la forma alla gravità e lasciarla fluire, dove volto e carne diventano eco, proiezione, spirito in transito dentro un’ambientazione gotica che oggi appare più attuale che mai.
La luce incide il nero e affiora tra drappi, radici, veli e frammenti di gesto. Ne nasce una scena quasi metafisica. Una figura trattenuta nella propria ascesa, un’icona che tenta di liberarsi, un corpo che emerge e ricade, più vicino al simbolo che alla carne.
Ogni movimento agisce come una memoria che si consuma lentamente.
Qui la fotografia trattiene l’istante e lo trasforma in un campo di tensioni interiori dove l’identità resta un passaggio.
Come nei dipinti di George Frederic Watts l’immagine cerca ciò che sta oltre la forma, dentro una vibrazione emotiva che non si lascia afferrare del tutto.
Questo progetto attraversa il corpo femminile come uno spirito in migrazione, sempre in cerca di una liberazione incompiuta. Un altare di luce instabile, un moto ascensionale che resta aperto e proprio per questo profondamente umano.
In this photographic series I explore the body as a place of dissolution and rebirth, moving within a symbolic atmosphere inspired by George Frederic Watts.
The human figure is only suggested. The body becomes a passage for an energy that goes beyond matter. Motion blur is used as a language to loosen form from gravity, allowing face and flesh to dissolve into echoes and fleeting presences within a dark, almost Gothic environment.
Light cuts through blackness, emerging among drapery, roots and fragments of gesture. What appears is a figure suspended in its own ascent, closer to a symbol than to a physical body.
This project approaches the female body as a spirit in transition, searching for a liberation that remains unfinished, fragile and deeply human.