In questa serie fotografica le immagini si muovono dentro il mosso inteso come linguaggio. Un modo per sottrarre la forma alla gravità e lasciarla fluire, dove volto e carne diventano eco, proiezione, spirito in transito dentro un’ambientazione gotica che oggi appare più attuale che mai.
La luce incide il nero e affiora tra drappi, radici, veli e frammenti di gesto. Ne nasce una scena quasi metafisica. Una figura trattenuta nella propria ascesa, un’icona che tenta di liberarsi, un corpo che emerge e ricade, più vicino al simbolo che alla carne.