Oggi proseguo questo lavoro attraverso una rilettura che introduce nuove sperimentazioni tra post-produzione manuale, manipolazioni chimiche e interventi diretti sulla stampa.
Il lavaggio con solventi e l’uso di acrilici saturi diventano parte integrante del linguaggio.
Un modo per agire fisicamente sull’immagine e condurla verso una dimensione cromaticamente instabile.
Questo processo mi permette di recuperare lavori accantonati e di dare forma a immagini che altrimenti non avrei stampato, con l’esigenza di costruire un archivio che tenga insieme presente e memoria, filtrati attraverso il mio sguardo attuale.
Tornare sulle fotografie significa metterle in discussione, il bagno nei solventi e le chiazze sature aprono l’immagine a esiti ogni volta unici.

PROGETTO